Stiamo vivendo un momento molto difficoltoso che spero vada via il prima possibile.

Purtroppo a rischio c’è il futuro di molte attività che prima del #coronavirus erano fiorenti.

Ma…

Quando tutto questo sarà finito di sicuro si tornerà alla normalità.

Molte cose cambieranno e noi dobbiamo essere pronti a cambiare molte cose.

Secondo me un’arma molto potente ed indispensabile nel marketing moderno è di sicuro l’empatia.

No, non è come pensi!

Non stiamo parlando di cose astratte e prive di un significato pratico.

Metti via cuoricini e fazzolettini, apri la tua strada all’empatia vera, quella che conosce il suo target come le sue tasche, sa cosa sogna e spera, sa quello in cui il suo target crede.

Empatia come risorsa fondamentale

L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni degli altri”, l’abilità emotiva che permette di sentire e di comprendere l’altro, escludendo ogni coinvolgimento personale (simpatia o antipatia) e ogni giudizio morale.

Ciò include la voglia e l’interesse di ascoltare l’altra persona e poi di comprendere.

Comprendere gli interessi, le emozioni, i pensieri, i sogni ed i bisogni della persona.

Comprendere non significa approvare o assecondare, ma captare e poi rielaborare.

Un bravo esperto di marketing sa bene che per promuovere un marchio bisogna individuare il proprio cliente ideale (gusti alimentari, hobby, interessi culturali, idee politiche, formazione ecc.).

Le relazioni forti, la fedeltà al marchio, una storia emozionante da raccontare non fanno parte solo delle aziende del passato, ma servono ancora, oggi più che mai, ai marketer del futuro.

Pericolo “techlash”, cos’è?

I consumatori non sono una massa amorfa che si muove senza mèta ma un insieme di persone con un’identità precisa e bisogni da soddisfare.

Grazie al web, le aziende hanno l’enorme vantaggio di raccogliere le informazioni dei propri consumatori per poterle poi recuperare e rielaborare per le proprie sponsorizzazioni.

Nonostante queste potentissime armi, i marketer cadono spesso nell’emphaty gap, una delle principali cause della nascente techlash, ossia la forte tentazione delle imprese digitali di mercificare i propri consumatori.

Una scelta che può risultare dannosa dal punto di vista economico.

L’empatia in pubblicità funziona da sempre.

La Conad non sarebbe il colosso economico che è senza lo slogan «Persone oltre le cose».

In un mercato dominato dalla cacofonia comunicativa sui social, dove la possibilità di scelta è infinita, stabilire una connessione emozionale su temi rilevanti, che toccano il cuore, è l’unico modo per farsi sentire dal pubblico.

E chi ci riesce guadagna molto di più degli altri.

Verso dove si stanno muovendo i consumatori?

I consumatori si stanno muovendo verso marchi che sembrano “più umani” e che sanno dimostrare un’empatia più spiccata nei confronti dei loro bisogni.

Il Global Empathy Index pubblicato dalla Harvard Business Review mostra costantemente che le aziende più empatiche, classificate in base alla cultura interna, alle prestazioni del CEO, all’etica e alla presenza sui social media, sono tra quelle che hanno maggior successo commerciale.

Ad esserne influenzata è soprattutto la generazione dei Millennial che fanno scelte sempre più “umane”, rivolte all’ecosostenibilità e alla salute: vestiti e cosmetici privi di sostanze chimiche, alimenti biologici o senza carne.

Grandi personalità di spicco del mondo contemporaneo, da Greta Thunberg a Michelle Obama, stanno influenzando in maniera determinante i valori dell’umanità con conseguenze inevitabili sul commercio internazionale.

Temi caldi come l’inquinamento globale, il consumo eccessivo di carne e gli incendi in Amazzonia e in Siberia hanno scosso l’opinione pubblica, mobilitando migliaia di persone e modificando a poco a poco anche il loro modo di essere consumatori.

Questi sono alcuni esempi determinanti che un buon marketer non può trascurare.

Come si sviluppa l’empatia nel mondo del marketing?

Inizia dai tuoi collaboratori.

Crea attorno a te la cultura dell’empatia così da sensibilizzare anche i tuoi colleghi a capire i temi che più stanno a cuore ai tuoi consumatori.

Parla con loro del concetto di etica.

Le scelte consapevoli che il consumatore fa sono collegate ad un nuovo e importante processo etico che va verso la salute dell’uomo e del mondo.

Il biologico e l’ecosostenibilità, ad esempio, rappresentano due cardini dai quali non si può più prescindere.

Un’azienda innovativa e innovatrice deve cavalcare questi temi per crescere sul mercato.

Incoraggia il tuo team ad approfondire questi temi per sentirli propri, rafforzando così il suo senso di empatia.

Molte aziende, ad esempio, promuovono ai propri dipendenti giornate di sensibilizzazione dedicate all’ambiente con la raccolta dei rifiuti in spiaggia o nei parchi pubblici.

Questo può essere un buon modo per entrare nella testa dei propri consumatori.

Quali collaboratori scegliere in base all’empatia

Anche nel reclutamento, le imprese possono sviluppare e rafforzare una cultura empatica che alla lunga si dimostra una scelta vincente.

Assumi persone che hanno valori solidi e cercano di vivere la propria vita seguendo uno scopo costruttivo.

Affidati anche alle persone curiose: la curiosità alimenta l’empatia portando una persona a chiedersi com’è la vita per qualcun altro.

La diversità è altrettanto importante e permette di riunire persone con diverse esperienze di vita.

Solo così siamo costretti a metterci nei panni di persone il cui background può essere completamente diverso dal nostro.