Chi si affaccia al mondo del business online spesso crede erroneamente che basti stanziare un budget sufficiente nelle campagne social per ottenere dei risultati.

La rivoluzione digitale, accelerata dall’emergenza epidemiologica, ha spinto molti commercianti “tradizionali” a riversarsi nel mercato della vendita online, spesso senza aver appreso i rudimenti del digital marketing.

Per capire meglio come affrontare la pianificazione di una campagna social efficace è utile vedere allora gli errori più comuni commessi dai non addetti ai lavori.

I 5 errori comuni che impediscono ad una campagna social di decollare

Alcuni possono sembrare banali, altri incomprensibili, ma questi errori vengono commessi molto di frequente da chi si affida al fai-da-te.

Less is more

Nell’impostare una campagna, chi non ha dimestichezza con la materia, tende ad allargare il pubblico il più possibile.

Sbagliato!

Da un lato i social contribuiscono a questa falsa percezione di “più lo vedono, più vendo”, con la loro CTA “raggiungi fino a x persone nelle vicinanze”.

C’è anche da dire che lo strumento di targeting di Facebook Ads, per fare un esempio, avvisa quando il pubblico impostato è troppo ampio.

Riuscire a restringere il target quanto più possibile, ed in maniera mirata, aiuta ad aumentare il CR (Conversion Rate), e di conseguenza ad aumentare il ritorno di investimento.

Esistono diversi tipi di “filtri”, adatti ad audience diverse: è possibile infatti selezionare il proprio target per età, sesso, posizione lavorativa e soprattutto per interessi.

Nel caso dei business locali è essenziale restringere il pubblico anche geograficamente.

Lo so, sembra una banalità ma ho visto con i miei occhi sponsorizzate di ristoranti o pub Milano nonostante io sia a Roma e non abbia mai fatto ricerche Google in tal senso.

Stanziare Budget e stabilire il tempo

Prendiamo ancora una volta Facebook Ads come esempio.

Nella Dashboard del centro inserzioni la piattaforma mostra le previsioni di risultati quando si va a modificare il budget stanziato ed il tempo della campagna in costruzione.

Può quindi essere una buona idea, a budget fissato, diminuire il numero dei giorni di programmazione della sponsorizzata, fino al numero ottimale, per aumentare il CR.

Si può agire, ovviamente, anche sull’atro fronte, mantenendo il periodo prefissato ed aumentando il budget fino ad una proiezione soddisfacente.

Se poi avete statistiche sulle attività social della vostra audience potete ottimizzare anche le fasce orarie in cui verrà mostrata la sponsorizzata.

Occhio al Copy!

Come accennato nel paragrafo precedente, molti social forniscono proiezioni sui risultati di una determinata campagna.

Ovviamente tali numeri sono stime, e possono differire molto da quello che sarà il risultato finale, nel bene o nel male.

Qual è allora, a parità di target, budget e tempo, la discriminante in grado di sancire il successo o il fallimento di una campagna?

Il Copywriting!

Il mondo dei social è frenetico e lo scroll è ormai un comportamento compulsivo. In quel decimo di secondo in la tua inserzione passa davanti agli occhi dell’utente testo e immagine/video devono convincerlo a frenare il pollice.

Bella l’inserzione, ma poi?

Escludendo alcuni casi particolari (in cui l’obiettivo della campagna non è la vendita o l’acquisizione lead) dobbiamo dare un degno finale alla storia.

I neofiti possono sprecare in un secondo quanto di buono guadagnato in un’intera campagna, non curando a dovere i successivi step del Funnel di vendita.

Una volta strappato l’agognato click sulla nostra inserzione dobbiamo portare il cliente in un luogo felice chiamato landing page, in cui avremo tutto il tempo e lo spazio per esprimere al potenziale cliente tre semplici concetti:

  • perché ha bisogno del nostro prodotto,
  • perché ne ha bisogno ORA
  • perché deve acquistarlo da noi

Perché ribadisco l’ovvio?

Perché io ne ho viste sponsorizzate che voi umani non potreste immaginarvi… link che puntano alla homepage, “scrivi info nei commenti”, e tutte quelle conversioni andranno perdute nel web, come lacrime nella pioggia.

Non puoi vendere tutto ovunque

La scelta del social migliore (così come del posizionamento e del tipo, immagine o video) è determinante nell’ottimizzazione di una campagna.

Ne abbiamo parlato nell’articolo Pubblicità Online: meglio Google Ads o sponsorizzate social?

Qui basti sapere che esiste una sorta di targettizzazione naturale degli utenti nei vari social network, grazie alla quale una maglietta si vende meglio su Instagram o Tik Tok che su Linkedin o Twitter.

BONUS TIP

A costo di essere ripetitivo: monitoraggio!

Lo so, lo scrivo spesso, ma come si suol dire Repetita Iuvant. Il monitoraggio di ciò che accade real time in una campagna consente di correggere il tiro, risparmiare sull’investimento ed aumentare le conversioni.

Tenendo d’occhio il CR si può minimizzare il rischio di un mancato ritorno economico dalle azioni di digital marketing messe in campo.

Una attenta analisi dello storico delle campagne inoltre, meglio se condotte con A/B test, pone le basi per la formulazione di una nuova strategia vincente.

Cosa intendi fare?

Hai già provato a lanciare campagne sui social?

Che risultati hai ottenuto?

Fammelo sapere nei commenti.